E da quel momento poi, Giordano non aveva più versato una lira agli esattori del pizzo. Gela, da boss ad autore di testi teatrali 15 Settembre 2012 Costretto al carcere a vita dopo una breve, ma violenta, militanza tra le fila dei clan locali che gli ha segnato l’esistenza. I carabinieri di Gela avevano fatto scattare le manette per uno del gruppetto, Carmelo Ivano Rapisarda, detto "Ivano pistola", vent' anni, uno dei ragazzi terribili della città-mattatoio. Clan Agesci Gela 4. Mafia, dopo 20 anni revocato 41 bis a ex capo della stidda. In azione almeno seicento agenti tra Sicilia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Germania. Nella mappa della criminalità organizzata della cittadina esiste una terza entità criminosa, costituita dal gruppo Alferi, si tratta di un’associazione armata che la squadra mobile di Caltanissetta ha annientato, arrestando durante la notte, 28 persone in esecuzione di altrettanti ordini di custodia cautelare, di cui 24 in carcere e 4 ai domiciliari. Giordano aveva abbassato la saracinesca verso le 20.30. Uno di questi paesi è Riesi, centro storico per Cosa nostra. Orazio Paolello era stato condannato per cinque stragi e 41 omicidi. Gela, in carcere componenti famiglia Cavallo (ANSA) - GELA (CALTANISSETTA), 13 OTT - Arrestate dalla polizia a Gela in un'operazione antiusura 4 persone componenti della famiglia mafiosa dei Cavallo. Ieri sera la sentenza di morte è stato eseguita: è il primo commerciante ucciso a Gela, il racket ha alzato il tiro anche qui. Erano a bordo di un vespino bianco, si sono avvicinati alla Panda che si era fermata. Gela, blitz contro il clan Rinzivillo. GELA - Aveva denunciato il racket del pizzo, le bande che taglieggiavano i suoi negozi di profumeria. I killer, in due, erano appostati per l' agguato. Il "Clan dello Scarpone" dell'Agesci Gela 4 vi da il benvenuto nella sua pagina ufficiale. mafia: operazione ''bronx 2'' a gela Roma 7 ott -(Adnkronos)- Con un blitz compiuto stanotte a Gela, nel bergamasco e a Viterbo, i Carabinieri hanno smantellato le cosche mafiose di Gela facenti capo a Giuseppe Madonia ed alle famiglie Ianni'-Cavallo-Lauretta, dedite principalmente alle estorsioni nei confronti di commercianti. Sette le misure di custodia cautelare eseguite in nottata, quattro delle quali in carcere, due ai domiciliari e un obbligo di firma. Tandurella, nato a Gela il 5 agosto del 1970, faceva parte dlla Famiglia 'Ianni-Cavallo' con compiti di killer, per la sua pericilosita' era stato inserito dal ministero dell'Interno nel piano interforze per la cattura dei 500 latitanti piu' pericolosi. Seguendo l'esempio di altre mafie tradizionali (come la 'ndrangheta), le cellule di matrice stiddara -prevalentemente di origine gelese - si sono da tempo stabilite nel centro-nord del Paese ed hanno instaurato nei nuovi territori un rapporto diverso dal passato:non aggressivo e predatorio, ma di tipo collussivo e corruttivo. Registrazione video della conferenza stampa dal titolo "Mafia: blitz a Gela contro il clan Rinzivillo: 37 arresti" che si è tenuta a Roma mercoledì 4 ottobre 2017 alle 11:30. Hanno percorso alcuni chilometri, poi si sono immessi in una stradina semibuia, accanto un viale, dove si trova l' abitazione della famiglia Giordano. Gela, mani su movida e droga: sedici arresti contro clan Emmanuello. Tra le accuse anche quella di alterare le armi giocattolo per renderle atte a sparare Sul territorio, cosa nostra conserva la tradizionale suddivisione in quattro mandamenti, sui quali insistono complessivamente tredici famiglie, mentre i clan stiddari (CAVALLO e FIORISI di Gela e SANFILIPPO di Mazzarino) manterrebbero la propria influenza nell’area compresa tra i Comuni di Gela… Una decina i colpi esplosi, calibro 9 corto, che hanno centrato in pieno il commerciante. Il giovane gelese di 32 anni, Pellegrino Gianluca è stato arrestato e dovrà rispondere per associazione di tipo mafioso- […] Uno dei giovani finiti in carcere per la notte dei fuochi, per la strage che nel novembre 90 fece otto morti. Le indagini nell'Italia settentrionale hanno confermato che oltre alle attività tradizionali, la Stidda si occupa anche di organizzare bande di rapinatori e di altre attività. Le manette sono scattate per tre donne e tre uomini. A questo punto hanno aggregato a loro Ravanusa, Palma di Montechiaro, Racalmuto, Enna ed altri paesi creando una corrente. Attualmente, fatta eccezione per Palermo, esiste una cellula della Stidda nelle province della Sicilia centrale e orientale e anche in alcune regioni del nord. Gela, confisca di beni per un milione di euro ad esponente del clan mafioso "Emmanuello" 28 Marzo 2019 | "CAVALLO DI RITORNO" Furti di bicicletta ed estorsioni a Gela, un pregiudicato in manette Quattordici anni dopo - Corriere del Mezzogiorno, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Stidda&oldid=117383157, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Un'altra tesi vede l'origine del termine Stidda nella "Madonna della stella", santa patrona del comune di. Gela, furto in gioielleria con “cavallo di ritorno”, arresti . Con un elemento in più, quello della spietatezza delle azioni, che diventa decisivo nello sviluppo rapido delle carriere e nell'affermazione di giovani emergenti. Assaro ha detto che intende cessare la sua attività. Nel 1987 a Gela iniziò un violento conflitto tra la banda stiddara capeggiata dall'ex pastore Salvatore Iocolano e i gruppi mafiosi appoggiati al boss latitante Giuseppe "Piddu" Madonia (rappresentante mafioso della provincia di Caltanissetta): sempre il collaboratore Leonardo Messina dichiarò che «prima Niscemi e Gela erano un'unica famiglia perché c'erano pochi uomini d'onore. Come Giovanni Panunzio. Oggi, la Stidda e tutti i gruppi che la compongono si strutturano secondo uno schema ben definito al cui apice c'è la figura del capo. La mafia gelese al forum di Firenze A Gela, la mafia ha controllato per diversi anni un territorio complesso e ricco di contraddizioni: dalla prosperità promessa dal “sogno” industriale alla deriva economico-sociale, fatta di disoccupazione ed evidente disagio. Prima la "stidda" non aveva agganci con tutti, mentre i riesani sapevano cosa vuol dire e quanti uomini d'onore nei paesi erano messi fuori confidenza. Un' altra vittima fra i commercianti che hanno "osato" dire di no alle cosche. Scopri il nostro Mondo, quello che facciamo e quello che siamo! Altra attività tipica è il tradizionale pizzo mafioso, che inibisce gravemente lo sviluppo economico e sociale del territorio, diffuso nelle zone dove opera l'attività criminale della Stidda, specialmente nel nisseno (Gela) e nel ragusano (Vittoria). Il commerciante aveva presentato denuncia contro tre mafiosi del clan Iannì-Cavallo. Segnale questo di come la Stidda stia evolvendosi in una "Mafia silente" e "mercatista", dalla spiccata vocazione imprenditoriale. Sono Giuseppina Ciaramella, 42 anni, i figli Giuseppe e Lorena Cavallo, di 18 e 20 anni, e il genero, Leonardo Caruso, 24 anni. Nessun dubbio sulla pista del racket. Per questo, nell' agosto del 91, gli avevano incendiato il negozio, appiccato un incendio alla profumeria nel centro della città. Gli avvocati: "Ha mostrato segni di pentimento" Era salito sulla sua Panda, accanto si era seduto il figlio Massimo. Il termine stidda in lingua siciliana significa "stella". Il gruppo, creato e guidato da Giuseppe Alferi, 50 anni, attualmente detenuto a Catanzaro, controllava estorsioni,… Gaetano Giordano, due anni fa, insieme a qualche altro negoziante, aveva cacciato i piciotti che gli chiedevano il pizzo per le due profumiere, una sul corso principale, l' altra nel quartiere di Capo Soprano. I carabinieri di Gela avevano fatto scattare le manette per uno del gruppetto, Carmelo Ivano Rapisarda, detto "Ivano pistola", vent' anni, uno dei ragazzi terribili della città-mattatoio. Nel 1987 a Gela iniziò un violento conflitto tra la banda stiddara capeggiata dall'ex pastore Salvatore Iocolano e i gruppi mafiosi appoggiati al boss latitante Giuseppe "Piddu" Madonia (rappresentante mafioso della provincia di Caltanissetta): sempre il collaboratore Leonardo Messina dichiarò che «prima Niscemi e Gela erano un'unica famiglia perché c'erano pochi uomini d'onore. Quelli di Di Cristina hanno creato il congiungimento di tutte le "stidde". Poi, la fuga. Benché le sue origini siano da localizzare nella zona del nisseno e dell'agrigentino, negli ultimi decenni ha avuto un rapido sviluppo che ha interessato numerosi comuni della Sicilia meridionale. Nei quartieri periferici di Gela, degradati dal punto di vista economico, sociale, ambientale, morale, culturale, Aurelio Cavallo – brutale capo del locale clan – ha buon gioco nell’ingaggiare i ragazzini, regalando a ciascuno di essi un ciclomotore. Il commerciante aveva presentato denuncia contro tre mafiosi del clan Iannì-Cavallo. Il 21 settembre 1990 il giudice Rosario Livatino venne ucciso lungo la strada statale Caltanissetta-Agrigento da alcuni stiddari di Canicattì e Palma di Montechiaro: il delitto venne compiuto per vendicare la severità delle sentenze del giudice e per lanciare un segnale di potenza militare verso Cosa nostra[12]. Arrestate 10 persone. [...] A Gela [Giuseppe Madonia] aveva affiliato a Cosa nostra Salvatore Polara [...]; man mano qualcuno se lo sono affiliato, a qualcuno hanno fatto la guerra»[2]; la faida iniziò con l'uccisione degli stiddari Salvatore Lauretta e Orazio Coccomini, uomini di Iocolano, ed in seguito i clan stiddari e mafiosi assoldarono numerosi minorenni come killer[3][4][5]: tra il 1987 e il 1990 avvennero oltre cento omicidi nella sola Gela, che culminarono nella cosiddetta «strage di Gela» (27 novembre 1990), in cui tre agguati scattati simultaneamente in diversi punti della città provocarono otto morti e undici feriti[6][7]. Essi sono: "Indigente" riciclava soldi cosche - Cronaca - Tgcom24, CAPITOLO VI: dichiarazioni dei collaboratori di giustizia - Tribunale di Gela, Interrogatorio del collaboratore di giustizia Antonino Calderone, COLPO ALLA MAFIA PARALLELA TRA LA SICILIA E LA GERMANIA - Repubblica.it, La faida dei bravi ragazzi a Gela la mafia è in guerra - Repubblica.it, BATTAGLIA DI MAFIA A GELA È STRAGE - Repubblica.it, Stidda contro mafia a Gela e Niscemi - 8 arresti per la guerra degli anni '90, Mafia: faida con la “stidda” nel nisseno, 8 arresti, PORTO EMPEDOCLE UNA NUOVA STRAGE TRE BOSS UCCISI - Repubblica.it, Fare il proprio dovere per lo Stato significa essere un eroe, «Strage di San Basilio»: presi i 5 uomini del commando. Corse di cavalli clandestine a Gela, 11 imputati Operazione Helianthus, corse clandestine di cavalli in Calabria Catania, corse clandestine, 2 cavalli sequestrati e 16mila euro di sanzione Febbre da cavallo, 17 condanne e confisca cavalli Siracusa, corsa clandestina di cavalli su facebook Blitz antimafia contro il clan Rinzivillo di Gela, 37 arresti. Si conoscono tra di loro, sono gli uomini d'onore, buttati fuori, che combattono Cosa nostra; è la stessa mafia e non un'altra organizzazione che viene da fuori[2]». I Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela continuano senza sosta ed a tappeto le attività di controllo e presidio del territorio per il contrasto all’annoso problema dell’abbandono di rifiuti.Ieri sera, i militari della Sezione Radiomobile, nei consueti controlli preventivi sul territorio di competenza, hanno intercettato a Settefarine un autocarro che trasportava vari rifiuti ferrosi. Stavano, insomma, seguendo l' esempio di Gaetano Giordano, il primo che a Gela si era rivolto alle forze di polizia per spezzare la legge del racket. Ciò comporta una più scarsa efficacia d'azione rispetto a Cosa nostra, minore interesse all'infiltrazione, maggiore facilità di controllo da parte dello Stato e maggiore circoscrizione del territorio oggetto di attività. Venne scoperto infatti il libro mastro delle estorsioni, con il nome dei commercianti taglieggiati, le cifre versate e i picciotti incaricati di riscuotere le somme. Un colpo terribile per gli uomini di Piddu Madonia ma anche per quelli delle famiglie Cavallo, Iannì, Iozzia, Argenti, Emmanuello. I Carabinieri di Gela avevano fatto scattare le manette per uno del gruppetto, Carmelo Ivano Rapisarda. Gaetano Giordano, 55 anni, commerciante che aveva sfidato la mafia di Gela, è stato assassinato ieri sera, sotto casa, a colpi di pistola, un quarto d' ora prima delle nove. E i commercianti gelesi, alcuni almeno, avevano ripreso coraggio, si era rotto il muro dell' omertà. GELA – Preso reggente clan Emmanuello [FOTO][VIDEO] 22 Giugno 2016 21 Marzo 2017 Nicolò Giangreco 0 commenti 16 arresti , Cosa nostra , Gela Post Views: 67 Il mese scorso un altro commerciante Francesco Assaro, 59 anni, titolare di un negozio di articolipubblicitari, era stato ferito in un agguato. GELA - Un tratto di circa 10 metri del pontile sbarcatoio a Gela, in provincia di Caltanissetta, è crollato stamani. Avevano riorganizzato il clan Emmanuello dedito a estorsioni e a traffico di stupefacenti i 16 soggetti raggiunti da custodia cautelare, attraverso l’operazione Falco, eseguita dalla Squadra mobile di Caltanissetta in collaborazione con il commissariato di Gela. Questo la porta a essere una mafia che cerca di mettere le mani in ogni attività illegale, al fine di trarne i maggiori guadagni possibili. Un altro del gruppo, Crocifisso Cavallo, 47 anni, era riuscito a fuggire ma è stato catturato poco dopo: è accusato di favoreggiamento e detenzione illegale di armi. Si è creato un gruppo dietro Di Cristina ed un gruppo dietro ai corleonesi. Son tre le spiegazioni possibili: L'organizzazione ha la capacità di evolversi e di cambiare le regole, la struttura interna e i rapporti tra le varie cosche. L'imprenditore, infatti, aveva denunciato tre mafiosi del clan Iannì-Cavallo, capeggiati da Paolello Orazio, che diverrà mandante insieme a Di Giacomo del suo omicidio. Gela, confisca di beni per un milione di euro ad esponente del clan mafioso "Emmanuello" 28 Marzo 2019 | "CAVALLO DI RITORNO" Furti di bicicletta ed estorsioni a Gela, un pregiudicato in manette